Da Arvogno al Blitz si percorre tutta la dorsale sinistra della valle Vigezzo «dietro le quinte», passando ben cinque bocchette. Non ci sono punti particolarmente pericolosi, ma è consigliata solo a escursionisti esperti: è lunga oltre 20 km e in alcuni tratti il sentiero si vede poco. La fatica è ripagata dai panorami. Un'auto va lasciata a La Vasca, nel comodo parcheggio davanti al rifugio.
Itinerario da Arvogno al Blitz
Da Arvogno al lago Panelatte e alla Forcola
Ad Arvogno si sale in auto fino al parcheggio sotto la funivia; conviene lasciare l'auto qui e scendere a piedi lungo la strada. Dove finisce la strada ci sono i cartelli per l'alpe Verzasco e il lago Panelatte: comincia una delle scalinate più lunghe della val d'Ossola, che porta all'alpe Verzasco (1393 m). Si prosegue per l'alpe Villasco (1644 m) e l'alpe I Motti fino alla cappella di San Pantaleone (1992 m). Qui si devia a sinistra fino al lago Panelatte (2062 m) e alla Forcola di Larecchio (2146 m): la deviazione non è necessaria, ma il panorama dalla forcola merita.
Dalle bocchette di Ruggia e Muino alla Madonna del Rosario
Tornati a San Pantaleone si seguono i segni giallo-rossi sul lato della cappella per la bocchetta di Ruggia: un lungo traverso e uno strappo finale portano alla bocchetta (1992 m). Si scende all'alpe Ruggia e si prosegue per la bocchetta di Muino, passando dai laghetti omonimi. Dalla bocchetta (1974 m) si torna indietro di pochi passi e si prende a sinistra il sentiero che fa un lungo traverso, perdendo e poi riguadagnando molta quota. Prima di salire alla bocchetta si può anche seguire il sentiero che taglia per i prati e si ricollega a quello che ne scende, riducendo il saliscendi. Si arriva così alla Madonna del Rosario (1955 m).
Dalla Madonna del Rosario alla bocchetta di Sant'Antonio
Da qui partono due sentieri. Il primo, che è quello di questo percorso, gira a sinistra pochi metri prima della bocchetta della Cima. Il secondo parte dopo la bocchetta, a sinistra: all'inizio va cercato perché si vede poco, poi diventa evidente e segue le creste fino alla bocchetta di Sant'Antonio. Il primo continua in falsopiano e scende in una valletta proprio sotto la cima Sassone, riconoscibile dalla croce. Pochi metri prima del segnavia giallo-rosso-giallo per l'alpe Isornia di Basso, un sentiero poco visibile sale a destra alla bocchetta da raggiungere. Da lì un sentiero non segnato e poco evidente scende verso la località Ganda Rossa: le tracce delle capre possono ingannare, e la cosa importante è puntare al fondovalle per ritrovare il sentiero giusto. Dopo una discesa che fa perdere molta quota si risale con comodi tornanti alla bocchetta di Sant'Antonio (1844 m).
Discesa a La Vasca
Dalla bocchetta si segue il largo sentiero ben segnato (M33) che scende all'alpe Cortignasco e poi a La Vasca.
Domande frequenti sulla traversata Arvogno–Blitz
Dove si rischia di sbagliare?
Nella discesa dalla bocchetta sotto la cima Sassone verso Ganda Rossa, dove il sentiero non è segnato. Con la nebbia è meglio non avventurarsi.
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Scheda aggiornata e foto: https://opentrek.it/escursioni/valle-vigezzo/arvogno-blitz
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