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Ossola, Premosello-Chiovenda

Anello di Colloro e degli alpeggi di Capraga

Colloro 523 m – Sasso Termine 962 m · anello

Pendenza media in salita 20%Tratto più ripido 36%

Profilo altimetrico

Colloro Sasso Termine 250 m N
Dislivello positivo
470 m
Sviluppo totale
4,9 km
Difficoltà
E Escursionistico
Tempo totale
2 ore

Attorno agli alpeggi alti di Premosello si trova un'ampia area con importanti testimonianze architettoniche della civiltà rurale alpina e lunghi tratti di paesaggio terrazzato. Il percorso parte dalla frazione Colloro, sale alla località San Bernardo e da qui fa un anello tra i nuclei d'alpeggio di Capraga.

Il percorso

Si parte dalla frazione Colloro, raggiungibile da Premosello in auto oppure con due mulattiere (sentiero natura del Parco Val Grande). Vicino alla chiesa di San Gottardo si imbocca il sentiero che sale nel bosco verso Capraga e, guadagnando quota, si arriva alla cappella della Burèta, un punto panoramico. Dopo un breve tratto si raggiunge l'oratorio di San Bernardo, del Quattrocento (834 m): alla sua sinistra parte il sentiero per Biogno (831 m). Da qui il sentiero risale il versante fino al nucleo di Bertòlo (947 m), incrociando poco prima la strada forestale che sale dalla località Fontana del Bosco.

Da Bertòlo si segue la strada sterrata fino alle baite di Sasso Termine (962 m). Per il ritorno, dal centro dell'alpe si prende il sentiero che scende a San Bernardo e da qui a Colloro sul percorso dell'andata.

I terrazzamenti

Attorno a Colloro si vedono terrazzamenti ancora usati come orti e frutteti; salendo verso San Bernardo sono occupati da boschi di castagno, mentre negli alpeggi di Capraga, non più abitati stabilmente, i terrazzi sono molto ben conservati e oggi ospitano soprattutto prati.

È notevole che a Premosello si trovino ancora 1000 metri di dislivello consecutivi fittamente terrazzati: da Premosello (250 m) si può salire fino a Pra Gat, l'alpe sopra Capraga a 1200 m, camminando da un terrazzamento all'altro. Erminio Ragozza descriveva così il territorio di Colloro nel Libar d'la Ca' Vegia d'Clor e d'Cravaga: «Sono balconi al sole con davanzali di verde smeraldo i grumi di case... allineate tra i terrazzamenti di vigne e di biade alle spalle e i prati distesi in lento pendio davanti […]. Roccia viva, sassi spigolosi, muretti di sostegno, muretti di confine. Sassi, sassi, sono stati per secoli compagni della fatica dei poveri, simbolo di quella rudezza di carattere».

Nel dialetto di Colloro il terrazzamento non ha un solo nome, ma diversi, secondo l'estensione e la coltura. Le sosti, che altrove si chiamano sustna o sustan, sono terrazzamenti molto grandi; sinonimo di sosti è sulcheta (evidentemente veniva coltivata). I runch possono essere grandi oppure più piccoli (runchett), ma mai grandi come le sosti: i ronchi possono misurare anche pochi metri quadrati ed essere ricavati in lembi di terreno molto scoscesi. Diversi toponimi contengono la parola runc (terreno dissodato e coltivato): Lut du Runc a Colloro o i Runchet a Premosello. Ciot o ciutin possono essere terrazzamenti con alberi da frutto.

Per i terrazzamenti si usava la pietra del posto, facile da trovare, detta sass frin: uno scisto rossastro con ferro, difficile da lavorare, che si spacca in scaglie ed è adatto solo per muretti e terrazzamenti (testimonianze di Silvano Ragozza, fratelli Abbondi, Annalisa Borghini).

Punti di interesse

  • 1 – Colloro, chiesa di San Gottardo (XVI secolo). Chiesa a tre navate con l'affresco di San Gottardo sulla facciata, sotto il portico. All'interno ci sono le statue di San Gottardo e San Venanzio, un antico altare in legno e numerosi ex voto. Il campanile fu aggiunto nella prima metà dell'Ottocento e si dice che i colloresi lo costruirono più alto di quello di Premosello per fare un dispetto ai suoi abitanti.
  • 2 – Cappella di piazza XIV Aprile, appena sotto la chiesa. Dipinti ottocenteschi con la Madonna di Re e un incidente di caccia sul sentiero sotto la Colma, San Pietro, Sant'Antonio Abate e lo Spirito Santo. Un'iscrizione sul timpano ricorda che la cappella fu eretta per grazia ricevuta.
  • 3 – Incisione su un gradino: il muso di un animale, forse una capra.
  • 4 – Cappella della Burèta, località San Bernardo, sul sentiero Colloro–Capraga. Costruita in un punto panoramico, ha dipinti del Novecento con una Madonna con Bambino e cherubini, Sant'Antonio Abate circondato da animali, San Bernardo d'Aosta, San Venanzio e lo Spirito Santo.
  • 5 – Oratorio di San Bernardo (XV secolo), località San Bernardo. È l'ampliamento di una cappelletta costruita probabilmente dopo il «flagello delle cavallette» del 1364 e dedicata a San Bernardo d'Aosta, protettore dalle infestazioni, per difendere i campi da questi insetti. In seguito fu abbellito più volte: un altare e un tabernacolo in legno scolpito e dorato, l'affresco con San Bernardo e Sant'Antonio sopra la porta e il portichetto sorretto da due colonne, portate a spalla da Premosello.
  • 6 – Alpeggi di Capraga. Sul versante sempre più impervio che sale verso il cuore del Parco Val Grande ci sono numerosi alpeggi di Premosello: caricati dagli alpigiani fino agli anni Cinquanta, oggi sono tappe di sentieri escursionistici. Tra questi Capraga, registrata nei documenti più antichi come Cravaga, è citata per la prima volta in un atto del 1389; oggi è disabitata, ma nel 1617 contava più di 160 abitanti. Il nome sembra legato al gran numero di capre allevate nei secoli passati. Capraga si divide nei rioni di San Bernardo (5), Biogno (6), Bertòlo (7) e Sasso Termine (8).
  • 7 – Bertòlo. Due nuclei di baite vicini, con esempi ben conservati di architettura rurale tradizionale; tra le baite ci sono una bella fontana con vasca in pietra e una cappella ridipinta di recente, con affreschi della Madonna di Re, del santuario di Re, della Beata Panacea, di Sant'Uberto vescovo e dello Spirito Santo.
  • 8 – Sasso Termine. Nucleo di baite che deve il nome alla pietra di confine tra il comune di Premosello e quello di Vogogna. Sotto l'alpeggio c'è un pilone votivo recente con una statuetta della Madonna con Bambino.

Da gustare

  • Formaggio caprino della Val Grande: Cottini Marisa, via Curti 7 (cottinimarisa.business.site).
  • Borgo Monti s.r.l., via Risorgimento 9, frazione Cuzzago (www.borgomonti.com): confetture, sciroppati, sughi, sott'olio.
  • Azienda floricola di Paolo Zacchera – Compagnia del Lago, via della Chimica 2, 28924 Verbania (www.compagniadellago.com): piante da tè.
  • Prima Latteria Turnaria, caseificio ancora attivo.

Punti di ristoro

  • Circolo operaio ACLI Colloro, via Premosello 16, frazione Colloro.
  • Ristorante Proman, via Sempione 3.
  • Country Pub, via Milano 9.
  • Happy bar, piazza XXIX Agosto.
  • Area attrezzata all'ingresso di Colloro (via G. Varetta) e al Bosco Tenso.

Attività sportive e ricreative

Altre aree di interesse

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Foto del Colloro e Capraga

28 foto
La chiesa di San Gottardo a Colloro con il campanileUn vicolo acciottolato tra i muriLa scalinata tra i muri a seccoUna chiesa con il campanile in cima alla scalinataIl campanile di Colloro e le cime innevateLe case di un nucleo tra i pratiUna casa con i loggiati di legno sotto le cime innevateUna casa in pietra di ColloroUn vecchio castagno lungo il sentieroIl sentiero tra le rocce nel boscoLa cappella della Burèta nella neveIl portale affrescato di un oratorioUna baita in pietra nella neveUna lastra incisa in un muro di pietraUna cappella tra le baite innevateLe baite di Capraga nella neveIl sentiero innevato tra le baiteI terrazzamenti sotto la neveI muretti dei terrazzamenti nella neveUna fontana tra le baite innevateLe baite di Bertòlo nella neveLe baite al sole tra la neveIl sentiero innevato lungo un muroIl sentiero tra la neve e i muri a seccoUna pietra incisa tra le foglieUna chiesa con il porticoIl pannello informativo del percorsoLa cappella e il campanile di Colloro