Il percorso va da Intragna a Cambiesso e, da qui, nella valle del torrente Nivia, dove si trovavano gli alpeggi stagionali di Intragna: tra boschi con resti di antichi terrazzamenti si raggiunge l'alpe Steppio. Si prosegue poi lungo la dorsale che scende dalla frequentata zona del Pian Cavallone e del monte Todano.
Il percorso
L'itinerario parte da Intragna: entrando in paese si incontra l'antico sentiero che collega la frazione di Cambiesso (sentiero R0). Da qui si prende il sentiero R07, che si stacca sulla sinistra della strada carrozzabile e si snoda nel bosco tra antichi terrazzamenti fino alle baite del corte di Steppio e all'alpe Steppio. Arrivati all'alpe, conviene salire per un tratto sulla dorsale fino a un poggio con vista sul lago Maggiore.
Dall'alpe Steppio si prosegue verso est su un sentiero di collegamento alla dorsale del Pian Cavallone, in un bosco di faggi. Ritrovato il sentiero R07 vicino a una cappella, si scende per le località Gabbio e Corpetto fino a Cambiesso, che si raggiunge da monte. Vicino al paese si incontrano di nuovo terrazzamenti ben conservati, con castagni da frutto secolari. Rientrati a Cambiesso si attraversa il paese e si riprende il sentiero per Intragna.
I terrazzamenti
I terrazzamenti di questo percorso si concentrano soprattutto attorno agli abitati: a monte di Intragna salendo verso Cambiesso e a monte di Cambiesso. Gli stessi nuclei abitati si sviluppano su terrazzi ricavati nel pendio, e sempre su terrazzi vicino alle case ci sono orti e giardini ancora coltivati. Salendo verso l'alpe Steppio i terrazzamenti ci sono ancora ma si diradano, per poi infittirsi di nuovo attorno ai nuclei di edifici rurali. Nel primo tratto verso Steppio il bosco è di castagno; presso l'alpeggio i terrazzamenti servivano alla costruzione degli edifici e a piccole aree coltivate attorno. Il tratto da Steppio verso Gabbio attraversa invece bellissime faggete naturali. Scendendo da Gabbio, i terrazzi, segno del lavoro dell'uomo, tornano visibili a monte di Cambiesso, insieme ai castagneti da frutto con alcuni esemplari secolari.
La testimonianza
Nel suo "Dizionario geografico degli Stati di Sardegna", nel 1841 Goffredo Casalis descriveva Intragna sottolineandone la povertà: "Il monte d'Intragna è poco fecondo e non atto che al pascolo delle capre. I prodotti del suolo sono patate, castagne, segale, fieno in qualche abbondanza ed uve in poca quantità". Vecchie foto e cartoline mostrano ancora i versanti fittamente terrazzati (testimonianza di Monica Gagliardi).
Punti di interesse
- Intragna. Il paese sorge su un versante molto ripido, e gli edifici sono distribuiti su piani diversi, anche con forti dislivelli. La via a scalini che attraversa l'abitato è l'esempio più caratteristico, ma in generale il centro storico è percorso da vicoli stretti che salgono e scendono, con ripidi scalini in pietra locale. Gli appezzamenti ai lati della lunga scalinata sono ancora oggi, come un tempo, coltivati a orto. La sede originaria del Municipio era in centro paese, dove si concentravano tutti gli edifici principali, cuore della vita del borgo (1): vicino alla chiesa, alla sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso (fondata nel 1892), all'asilo infantile (fondato nel 1915) e all'Albergo Intragna (del 1898, attivo fino al 1916). Del vecchio municipio oggi resta solo il porticato. Anche l'asilo e l'albergo non sono più in uso: l'albergo, ora abitazione privata, conserva la vecchia insegna, mentre la Società Operaia è diventata la sede del Circolo del paese (2).
- 3 – Chiesa di San Giacomo. La chiesa ha una sola navata e conserva sette altari con pregevoli decorazioni. L'edificio ha origini duecentesche e fu ampliato nel Cinquecento. Nel 1617 Intragna divenne parrocchia autonoma e un secolo più tardi fu completato l'edificio attuale. L'altare maggiore, del 1764, è opera degli artigiani Buzzi di Viggiù.
- 4 – Capelin Brughere. Si trova lungo la mulattiera tra Intragna e Cambiesso e conserva un affresco ottocentesco con la Crocifissione. Si racconta che nei dintorni della cappella, in passato, ci fossero apparizioni notturne, con luci e presenze misteriose: pare che in realtà fossero gli abitanti di Esio, frazione sul lato opposto della valle, a proiettare fasci di luce nel bosco di Intragna per spaventare e far credere ai fantasmi.
- 5 – Cappella della Madonna di Caravaggio. Si trova lungo la mulattiera tra Cambiesso e Intragna. L'affresco, attribuito al pittore ottocentesco Giovanni Francinetti, raffigura la Madonna di Caravaggio. Questa iconografia si diffuse dopo che, nel 1432, a Caravaggio la Madonna apparve a una donna che raccoglieva erba per il bestiame, scomparendo poi e lasciando sul suolo le impronte dei piedi e una fonte di acqua limpida.
- 6 – Cappella della Madonna col Bambino. Dipinta da un autore ignoto nel XIX secolo, ha sulla parete di fondo una Madonna col Bambino e l'iscrizione Maria Mater Gratia; sulla parete sinistra San Giacomo, patrono di Intragna, vestito da pellegrino, e sulla destra San Domenico con l'abito dell'ordine domenicano. Sulla volta, in un tondo, la colomba dello Spirito Santo. Poco lontano dalla cappella si vedono i resti di una teleferica che scendeva dall'alpe Steppio.
- 7 – Incisioni rupestri. Nei muri a secco di contenimento del sentiero Cambiesso – Steppio ci sono due massi incisi con lettere, forse iniziali di nomi, e le date 1877 e 1876.
- 8 – Alpe Steppio. Presso l'alpeggio (995 m) si formò e fu attivo nel 1943–44 il primo nucleo della brigata partigiana Cesare Battisti, del Comitato di Liberazione Nazionale. La brigata si radicò in valle Intrasca e condusse la sua Resistenza soprattutto nella zona tra Intra e Cannobio, collegandosi poi alle altre formazioni partigiane. A Intragna i partigiani ebbero un'ampia solidarietà dalla popolazione, che permise a molti combattenti di sopravvivere. Il nucleo è in splendida posizione panoramica, in un'area terrazzata; presso alcune baite si vedono massi con coppelle incise.
- 9 – Cappelletta. Pilone votivo lungo la dorsale che sale al Pian Cavallone; degli affreschi restano purtroppo poche tracce.
- 10 – Cappelletta e veduta sull'alpe Gabbio. Lungo il sentiero, in vista dell'alpe Gabbio (1100 m), c'è un altro pilone votivo antico, ormai senza affreschi.
- 11 – Alpe Corpetto. Nucleo di edifici rurali circondato da prati, dove in primavera fiorisce una distesa di narcisi.
- 12 – Cambiesso. La frazione (792 m) si raggiunge da monte, tra edifici rurali su terrazzamenti e lembi di bosco con castagni da frutto. Nel cuore dell'abitato ci sono ancora vie strette ed edilizia tradizionale ben conservata. Caratteristico lo scorcio della piazzetta della chiesa, con una grande fontana addossata alla parete rocciosa, coperta in pietra, con la vasca formata da un'unica grande lastra; anche il cannello da cui esce l'acqua è scavato nel serizzo.
- 13 – Chiesa della Beata Vergine delle Grazie. Sulla stessa piazzetta si trova la chiesetta, degli ultimi decenni del Settecento, più volte ampliata e rimaneggiata nell'Ottocento. Qui si celebra ogni anno la festa dei burdùgn (rape), nata per ringraziare la Madonna alla fine di un'epidemia di peste. All'inizio si celebrava a maggio (con la Madonna della Neve); dal 1893 si tiene la terza domenica di ottobre, quando gli abitanti, come un tempo, offrono i prodotti agricoli da mettere all'incanto e decorano la chiesa con le rape del loro raccolto.
Enogastronomia
Festa (terza domenica di ottobre). Più che di enogastronomia vera e propria si tratta di una tradizione agroalimentare di un tempo: la festa di Cambiesso. L'usanza nacque alla fine dell'epidemia di peste per ringraziare la Madonna della guarigione degli abitanti, che, non avendo molto da donare, offrirono all'incanto le rape, dette appunto burdùgn. Proprio come un tempo, la terza domenica di ottobre i paesani portano in chiesa doni di vario genere dalla loro produzione agricola, decorandoli con le rape.
Punti di ristoro
- Circolo Fratellanza C.S.A., via Roma 5 (2).
Attività sportive e ricreative
- Escursionismo (Parco Val Grande, www.parcovalgrande.it).
- Percorso del km verticale verso il Pian Cavallone.
- Percorso in mountain bike Intragna – Sunfai.
Altre aree di interesse
- Centro visita del Parco Val Grande (via Marconi).
- Alpe Sunfai e Pian Cavallone.
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Scheda aggiornata e foto: https://opentrek.it/escursioni/valgrande/anello-intragna-steppio
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