Il percorso si snoda nei dintorni di Cossogno e della frazione di Ungiasca, che conservano ancora in buone condizioni una parte degli estesi terrazzamenti che caratterizzavano quest'angolo di Verbano nei secoli passati.
Il percorso
Si parte da via Inoca, lungo la quale si trovano le cappelle della Via Crucis che termina al santuario omonimo. Si segue il percorso devozionale fino al santuario e da lì un sentiero risale fino alla strada carrozzabile, via A. Marchionini. Si percorre la strada fino a un tornante, dove sulla sinistra parte il sentiero per gli alpeggi di Miunchio e Nolezzo (sentiero natura "del castagno"), ricco di boschi con antichi terrazzamenti, da seguire fino alla cappella del Gasc (Gaggio). Presso questo antico luogo devozionale si prende la pista forestale che riporta verso la località La Cresta. Da qui si continua a mezza costa sul sentiero che, attraverso i boschi, porta alla frazione di Ungiasca, attraversando il rio Aurelio.
Dopo una visita alla frazione si rientra verso Cossogno seguendo la Via Crucis fino all'oratorio della Madonna Addolorata e poi la strada carrozzabile fino alla località La Nava. Al terzo tornante si imbocca la mulattiera che scende nei boschi fino a Cossogno, da dove si riprende via Inoca percorrendo il sentiero che costeggia e attraversa il rio Aurelio su un antico ponte in pietra. Anche la discesa da Ungiasca a Cossogno regala scorci panoramici sul paese e sui suoi terrazzamenti.
I terrazzamenti
Il paesaggio terrazzato si percepisce sia nel tratto fino alla cappella del Gaggio sia sui versanti verso Ungiasca. I boschi "del Gaggio", che danno il nome alla cappella, raccontano le antiche tradizioni di cura del bosco come bene comune: la parola gaggio indica infatti il bosco protetto, gestito e sfruttato secondo regole ben precise. Anche il bosco, per essere coltivato e mantenuto, aveva bisogno di terrazzamenti che rendessero percorribili i versanti. La coltura principale dell'area terrazzata del Gaggio era il castagno. Sui terrazzi più vicini a Ungiasca e Cossogno c'erano invece orti, frutteti e vigneti, in parte coltivati ancora oggi, mentre la segale e la canapa, che un tempo avevano un posto di primo piano, non ci sono più.
Anche l'apicoltura aveva un ruolo nell'economia rurale del passato, con i bugni rustici sistemati presso baite e cascine. Oggi si pratica ancora con arnie razionali, che si vedono in vari punti del percorso nei boschi terrazzati.
La testimonianza
Il versante terrazzato si estendeva sul territorio di Cossogno dal fiume San Bernardino fino ai pascoli degli alpeggi, come si vede nella cartolina d'epoca. I terrazzamenti, in dialetto cossognese chempei, si colgono in tracce più o meno evidenti: in alcuni tratti sono ancora in buono stato, più spesso sommersi dalla vegetazione. Sono costruiti con pietre di taglio, dimensione e tipo diversi a seconda di cosa offriva il luogo, dai ciottoli di fiume alle pietre tagliate in varie forme (testimonianza di Lilia ed Elena Massera).
Punti di interesse
- 1 – Il centro storico di Cossogno. Il centro del paese è piazza Vittorio Emanuele II, su cui si affacciano la chiesa di San Brizio e l'antica Osteria Cossogno, ancora in funzione come ristorante, con in facciata un affresco della Trinità a tre figure uguali e una meridiana dipinta. La chiesa, citata per la prima volta nel 1100, ha oggi tre navate, frutto di una serie di ampliamenti tra il XVI e il XVII secolo. Dalla piazza parte l'antica via acciottolata detta le Ruenche.
- 2 – Via Crucis per Inoca. La Via Crucis va dalla chiesa parrocchiale al santuario di Inoca. Non si conosce l'anno in cui fu realizzata, ma è citata per la prima volta nel 1761. La prima, la seconda e la quarta stazione furono abbattute a metà del Novecento; le altre cappelle si susseguono lungo il sentiero per Inoca.
- 3 – Santuario di Inoca. Inoca significa luogo acquitrinoso, per l'abbondanza d'acqua nel terreno di questa zona. L'area del santuario è formata da tre edifici. L'oratorio della Natività della Beata Vergine Maria fu costruito nel 1633 accanto a una cappella dedicata alla miracolosa Madonna di Re, di cui conserva un affresco. Accanto all'oratorio c'è la "Casa dei bendìi", chiamata così perché durante le epidemie di peste e colera era usata come lazzaretto (i bendìi erano i malati, "banditi" dalla città). Sulla collina dietro c'era il cimitero dei lebbrosi, segnato da una colonna in serizzo. Accanto al santuario oggi c'è un'area attrezzata per feste e picnic, in una pecceta piantata come Parco delle Rimembranze in ricordo dei Caduti della Prima guerra mondiale.
- 4 – Cappella della Madonna di Tirano. Cappella a pilone con affreschi ben conservati della Madonna di Tirano, di San Brizio e di altri santi.
- 5 – Cappella del Gaggio. La cappella, di forma antica a capanna con portico davanti (XV–XVI secolo), è riccamente affrescata con la Crocifissione e la Madonna di Re.
- 6 – Cappella in località La Cresta. L'antica cappella, a capanna con portico, è stata restaurata di recente nella struttura, mentre la decorazione ad affresco interna è perduta.
- 7 – Le sequoie di Villa Cresta. Oltre al bosco naturale e ai castagneti, in località Cresta si può ammirare, nel parco dell'omonima villa, un bosco di sequoie con esemplari secolari.
- 8 – Ponte in pietra e cascata.
- Il paese di Ungiasca. Il nucleo di Ungiasca ha case a balcone di impronta ottocentesca. Lungo la via acciottolata che attraversa il paese si incontra la cappella della Madonna di Re (9), caratteristica per la posizione a un bivio e per la soluzione a due nicchie: gli affreschi ottocenteschi raffigurano da un lato la Madonna del Sangue di Re, dall'altro la Madonna in trono col Bambino. Nella piazza della chiesa merita uno sguardo il tavoliere da gioco inciso su un muro di contenimento (10): è il gioco di strategia, poco comune, delle "pecore e del lupo". La vicina chiesa di San Pietro (11), nata come oratorio nel Cinquecento e diventata parrocchia nel 1790 staccandosi da Cossogno, è abbellita all'interno da affreschi e opere in legno del XVIII e XIX secolo.
- 12 – Oratorio della Madonna Addolorata e Via Crucis. Costruito a partire dal 1757 e completato alla fine del Settecento, è detto "dei Romani" perché lo costruirono gli operai di Ungiasca che, tornati dai lavori fatti da migranti nelle chiese di Roma, prestarono gratuitamente la loro opera. L'oratorio fu collegato al paese da una Via Crucis, di cui restano i piloni, purtroppo senza gli affreschi, andati perduti.
- 13 – Località La Nava. Piccolo nucleo di edifici rurali tra Ungiasca e Cossogno, con terrazzamenti ben conservati e coltivati e una cappella in rovina con tracce di un antico affresco (XV secolo).
- 14 – Cappella dell'Assunta. Di tipologia antica, a capanna, chiusa da grata e cancello in ferro battuto, conserva un bell'affresco della Madonna Assunta del XIX secolo.
- 15 – Lavatoio del ponte vecchio.
Da gustare
- Miele della Val Grande – Apicola Fantoli – www.alvearechedicesi.it.
- Agriturismo Villa Cresta, località Cresta – www.agriturismovillacresta.com – cell. +39 392 2460289 – info@agriturismovillacresta.com.
- Antica Osteria da Donna Francesca, piazza Vittorio Emanuele II, 6 – tel. 0323 468199, cell. 348 3647470.
Attività sportive e ricreative
- Escursionismo: rete dei sentieri del Parco Val Grande.
- Corsa in montagna: percorso del km verticale Cossogno – Runchio.
- Cicloturismo: noleggio bici a Rovegro.
Altre aree di interesse a Cossogno
- Ponte "romano" e orrido "Paradiso dei Cani".
- C.E.A. Museo dell'Acqua "Acquamondo".
- Centrali idroelettriche "Sutermeister" e "Gianazza".
- Sentieri natura del Parco Val Grande: "Sentiero della religiosità", percorso ad anello attorno a Cossogno; "Sentiero della foresta", da Cossogno a Rovegro; "Sentiero della fatica", da Rugno alla Conca d'Aurelio, con numerose incisioni rupestri; "Sentiero dell'energia", alla centrale idroelettrica "Sutermeister"; "Sentiero del castagno", all'alpeggio di Miunchio.
- Frantoio per le noci e mulino.
- Ponte Casletto.
- Alpeggi di Rugno, Miunchio e Nolezzo.
- Incisioni rupestri del Parco Val Grande (area del Verbano).
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Scheda aggiornata e foto: https://opentrek.it/escursioni/valgrande/cossogno-gaggio-e-ungiasca
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