Il territorio di Trontano è famoso per i vigneti di «Prünent», coltivati proprio sugli antichi terrazzamenti all'imbocco della valle Vigezzo. Gran parte del percorso attraversa questi caratteristici vigneti a «topia», dalla frazione Pello fino al borgo di Verigo, passando per le frazioni Cocco, Quara, Castello e Creggio. L'itinerario è accompagnato dal tracciato della ferrovia Vigezzina-Centovalli.
Il percorso
Si parte dalla frazione Pello. Quasi alla fine di via Pello si prende a sinistra la vecchia mulattiera che risale il versante terrazzato, alternandosi a tratti di strada asfaltata (via Tassera). A una cappella all'incrocio su via Tassera si vede a destra il nucleo principale di Trontano con il campanile della parrocchiale: qui si prosegue diritti nel bosco, con in lontananza il convento di Corcinesco. Si arriva all'area feste di Trontano, si attraversa la ferrovia Vigezzina e, tenendo la sinistra lungo via Paolo Ferraris, si incontrano il municipio, il punto informativo e alcune strutture ricettive.
Si prosegue su via Togano, uscendo dal centro verso la frazione Cocco: si cammina sulla carrozzabile accanto alla ferrovia fino a incrociare, a sinistra, uno sterrato che porta a un'area di vigneti ancora coltivati. Riattraversati i binari si risale verso via Togano e la si segue fino alle indicazioni a sinistra per i mulini del rio Graglia, che si raggiungono su una bella mulattiera nel bosco. Lo stesso antico tracciato porta poco oltre alla caratteristica frazione di Verigo. Attraversata la carrozzabile, l'itinerario entra nel borgo semi abbandonato fino all'oratorio di San Gregorio e al parcheggio.
Da qui si torna verso Trontano su un tratto di strada asfaltata fino all'imbocco della mulattiera per i mulini; si torna ai mulini e si ripercorre il tratto dell'andata fino a via Togano, dove a sinistra si segue l'indicazione per la vecchia mulattiera che riporta a Trontano passando per Cocco. Su via Viscardi si arriva alla frazione Quara e da qui a Castello. Seguendo via Castello si scende sulla via principale di Trontano (via Paolo Ferraris), che si percorre tenendo la sinistra. Si continua su via Strada Vecchia, dove si prende il sentiero nel bosco che attraversa la ferrovia e scende fino alla località Creggio. Da qui si va a destra, all'inizio accanto ai binari e poi nel bosco, fino al punto di partenza.
I terrazzamenti
Il paesaggio di Trontano è fatto di pendii fittamente terrazzati, sia con i classici muretti a secco sia con terrapieni (ciglioni). La maggior parte dei terrazzi è coltivata a vite. Tra i vitigni spicca il Prünent, il più antico conosciuto in Ossola. Ancora oggi si coltiva «a pergola», qui chiamata «topia», sorretta da grandi monoliti di beola: un sistema tradizionale che riduce i danni degli animali selvatici e permette di lavorare all'ombra d'estate. La coltivazione su terrazzamenti riduce inoltre il rischio di gelate d'inverno. Spesso i terrazzamenti a vite sono inerbiti, così che le nevicate assicurino abbastanza acqua per l'estate. Un tempo, d'inverno, sotto i pergolati si coltivavano la segale e altri cereali adatti al clima di montagna. I vigneti di Trontano si trovano soprattutto a Pello. Molti terrazzamenti ancora usati ospitano, oltre alla vite, altri alberi da frutto come peri, meli e mirtilli, oppure orti privati o di aziende agricole.
Oltre ai terrazzamenti, il paesaggio di Trontano è segnato dalle numerose cave di beola, per decenni una delle principali fonti di lavoro della comunità: la più famosa è la cava del Croppo. La beola, una pietra scistosa che si divide facilmente in lastre, si usava soprattutto per i tetti, ancora ben conservati nelle costruzioni tradizionali, ma anche per pavimenti, gradini, balconi, mensole, stipiti di porte e finestre; e naturalmente per i muretti a secco e per i sostegni delle viti.
Punti di interesse
- 1 – Pello, piccolo nucleo di case circondato da innumerevoli vigneti.
- 2 – Cappella «Dal Cropp», del Settecento, con dipinti dell'epoca: la Madonna di Einsiedeln, San Pietro e San Carlo, San Giovanni Evangelista, San Leonardo, lo Spirito Santo e cherubini, e due tondi con San Rocco e Santa Lucia; su un muro laterale è dipinta una croce.
- 3 – Cappella «di Checc», lungo la strada che sale da Masera prima di entrare in paese. Del Seicento, con dipinti dell'epoca: l'Annunciazione, un santo vescovo, Sant'Antonio Abate, il Padre Eterno, lo Spirito Santo e cherubini, due sante non identificabili.
- 4 – Convento di Corcinesco. Isolato nei boschi rispetto al paese, è protagonista di molte leggende locali. La sua storia non è certa e ci sono diverse ipotesi: da castello a convento visitato da Fra Dolcino, fino a dimora delle streghe. È un edificio alto e stretto, che ricorda una casaforte.
- 5 – Oratorio di San Giacomo, isolato sul promontorio dietro la chiesa parrocchiale, fuori dal centro. Risale probabilmente alla seconda metà del Seicento. L'esterno, molto semplice e intonacato di bianco, ha sotto il timpano un affresco della Madonna col Bambino adorato da San Giacomo. All'interno, sopra l'altare, ci sono dipinti con Santa Alessandrina, Santa Melania e la Madonna col Bambino, Sant'Antonio da Padova e San Giacomo.
- 6 – Chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine. Conserva la facciata romanica originale in lastre di beola, con archetti rifiniti da incisioni lineari, a spirale e a dente di sega, e capitelli decorati con motivi geometrici e testine umane. Le prime notizie dell'edificio risalgono al 1294 e al 1298. La pianta antica era un'aula rettangolare (l'attuale navata centrale), orientata da ovest a est, con un'abside semicircolare demolita nel rifacimento del 1554, ricordato da una lapide nella chiesa. Tra il 1652 e il 1690 l'abside fu sostituita da un coro quadrato, e alla fine del Settecento fu aggiunto il protiro davanti al portale.
- 7 – Campanile. Poco distante, davanti alla chiesa, su uno sperone roccioso panoramico, è ben visibile da tutto il paese. La scritta A+MO (Anno Domini Millesimo) scolpita alla base lo farebbe risalire alla fine del X secolo, probabilmente insieme alla chiesa originaria. Della struttura antica restano solo la parte bassa e una doppia fascia di archetti.
- 8 – Oratorio di Gesù Lavoratore (già oratorio di Santa Marta). Fu costruito nel Quattrocento dalla confraternita di Santa Marta e affrescato dal pittore Giuseppe Mattia Borgnis (1701–1761). Sopra il portale c'è un dipinto della santa del 1765. All'interno, in fondo al presbiterio, una pala in bronzo su mosaico dello scultore Luigi Fornara (1906–1966) dedicata a Gesù Lavoratore, a cui l'oratorio fu reintitolato nel 1965.
- 9 – Cappella di Cristo Risorto o dei Morti, tra la parrocchiale e l'oratorio di Santa Marta. Del Settecento, con dipinti del Novecento: la Resurrezione, San Giuseppe, San Leonardo, San Giacomo Maggiore, Sant'Antonio da Padova, il Padre Eterno e due angioletti; due medaglioni con San Pietro e la Madonna e, sui piedritti, due profeti.
- 10 – Cappella di Tutti i Santi o del Santissimo Sacramento, piazza della stazione. Dell'Ottocento, con dipinti del Padre Eterno e dello Spirito Santo con cherubini, un ostensorio sorretto da due angioletti, San Carlo e Santa Marta inginocchiati, San Giuseppe, San Leonardo, angioletti e cherubini; in due tondi Santa Lucia, due santi vescovi e una santa non identificabile.
- 11 – Cappella del ponte Graglia, edicola votiva a metà del ponte sul rio Graglia, con un dipinto della Madonna di Re del pittore vigezzino Lorenzo Peretti (prima metà dell'Ottocento).
- 12 – Cappella della Graglia o «di mulìt», dell'Ottocento, con un crocifisso in bronzo e dipinti attribuibili a Lorenzo Peretti: San Giovanni Battista e un altro santo quasi illeggibile.
- 13 – Mulini del rio Graglia. Sei mulini della fine del Seicento, usati per macinare i cereali, soprattutto la segale, fino alla seconda guerra mondiale, quando caddero in disuso. L'area è stata risistemata come «museo all'aperto».
- 14 – Cappella Valegia, con dipinti settecenteschi di Giuseppe Mattia Borgnis: la Madonna di Re, San Giuseppe, Santa Elisabetta, San Giovanni Evangelista, Sant'Antonio da Padova, San Pietro, San Lorenzo, San Paolo, il Padre Eterno e tre cherubini, il velo della Veronica, San Gregorio Magno, Sant'Ambrogio.
- 15 – Verigo, frazione ormai quasi disabitata, con un'architettura tradizionale in pietra ben conservata. Gli edifici più antichi, precedenti al Quattrocento, spiccano per le grandi pietre dei muri, gli architravi semiellittici o triangolari con segni incisi, i balconi in pietra e legno e le scale sospese o sorrette da archi. Nella frazione c'è l'oratorio seicentesco di San Gregorio.
- 16 – Cappella «da la Crosc» a Cocco, sulla mulattiera per i mulini. Del Settecento, con un dipinto dell'epoca del Padre Eterno e cherubini; del Novecento gli affreschi della Madonna del Rosario, Santa Caterina d'Alessandria, San Giuseppe, San Leonardo e San Luigi Gonzaga.
- 17 – Cappella di San Giulio a Cocco, sulla mulattiera per i mulini. Del Settecento, con dipinti dell'epoca dello Spirito Santo, dei cherubini, motivi decorativi e il Padre Eterno; del Novecento gli affreschi della Madonna Assunta, di San Pietro e di San Giulio.
- 18 – Nuclei di Cocco e Quara. Conservano alcuni edifici storici di carattere rurale ed elementi architettonici tipici, come vecchie fontane e case affrescate, spesso con la Madonna di Re.
- 19 – Località Castello, il nucleo più caratteristico e antico di Trontano: case in pietra, vicoli stretti, un vecchio torchio (via Tignolino) e l'edificio medievale detto il Castello, residenza dei conti de Salatis dal Duecento. Oggi è disabitato, ma fu abitato fino agli anni Novanta.
- 20 – Cappella «dul Scior Cunt» o di San Leonardo, del Novecento, con dipinti attribuibili ad Antonio Cotti: la Madonna di Re, San Pietro e Sant'Antonio da Padova, San Giacomo Maggiore, San Lorenzo, lo Spirito Santo e cherubini.
- 21 – Oratorio di San Leonardo, isolato su un promontorio fuori dal paese, della metà del Duecento. Ha una sola navata, un porticato d'ingresso, una sacrestia e il campanile. All'interno ci sono affreschi del santo che libera i prigionieri dalle catene, con un cerchio di angeli che gli offrono una ghirlanda, e dell'Incoronazione della Vergine. Conserva molti ex voto, perché un tempo i devoti venivano da tutta l'Ossola a chiedere grazie a San Leonardo o a ringraziarlo.
- 22 – Affresco dell'Annunciazione su un edificio all'incrocio tra via Strada Vecchia e via Pigiaia: entro una cornice mistilinea, occupa tutta la parete ed è dell'Ottocento.
- 23 – Torre di Creggio. Nata probabilmente nel XII secolo, fu danneggiata nel Quattrocento e poi risistemata per volontà di Ludovico il Moro dopo la battaglia di Crevola del 1487. Pare che nel Duecento vi si sia rifugiato l'eretico Fra Dolcino, che secondo alcune cronache era nato proprio a Trontano.
- 24 – Cappella «del Sciatin» (a Pello, oltre le case, nel bosco), dell'Ottocento, con dipinti della Madonna di Re, San Giuseppe e Sant'Antonio Abate, San Leonardo e San Giovanni Battista, San Pietro e San Rocco, lo Spirito Santo e il velo della Veronica.
Da gustare
- Vino Prünent: azienda vitivinicola Edoardo Patrone, borgata Baceno 51, Domodossola (www.edoardopatrone.com); Cantine Garrone srl, via Scapaccino 36, Domodossola (www.garronevini.it).
- Miele: Nettare d'Amore di D'Amore Pietro, via Provinciale 156, Trontano.
- Formaggio ossolano: Marina Della Piazza, via Quarata 16, frazione Cosasca.
- Marrone di Trontano, prodotto nella frazione Marone.
- Funghi porcini: la zona ne è ricca, in particolare del pregiato porcino; a settembre si tiene da molti anni la rinomata Sagra del Fungo.
- Pane di segale e credenzin: il tipico pane delle comunità di montagna, fatto con i cereali più resistenti al freddo come la segale, un tempo coltivata sui terrazzamenti sotto le pergole di vite; il credenzin è la versione arricchita con frutta secca.
Punti di ristoro
- Bar Trattoria Stazione, piazza Paolo Ferraris 10.
- Trattoria dello Sport, via Provinciale 163, località Croppo.
- Trattoria Isola, via Provinciale, località Croppo.
- Trattoria San Giorgio, via Provinciale 57.
- Trattoria Vigezzina, strada statale 337, n. 56.
- Osteria Da Po, strada statale 337, n. 8.
Attività sportive e ricreative
- Escursionismo: Parco Val Grande, valle Vigezzo.
- Pista ciclabile: ciclovia del Toce «In bici tra i fiumi».
- Percorsi per mountain bike: Trontano – rifugio Parpinasca; alpe Pescia.
Altre aree di interesse
- Casa-museo della Lana.
- Rete dei sentieri del Parco Val Grande, tra cui il sentiero natura «Lungo il filo di una traccia. Le tracce degli animali» Trontano – alpe Faievo, che prosegue fino al rifugio Parpinasca.
- Complesso di incisioni rupestri (alpe Sassoledo, alpe Noccola).
- Statua stele in località Causasca.
- «La via del Mercato», itinerario escursionistico: un tratto è la passeggiata da Druogno a Coimo.
- Ferrovia Vigezzina-Centovalli (www.vigezzinacentovalli.com).
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Scheda aggiornata e foto: https://opentrek.it/escursioni/ossola/escursione-vigneti-di-pello
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