I versanti attorno a Cicogna, in Val Grande, sono ricchissimi di terrazzamenti. L'itinerario ad anello Cicogna – Cascè – Merina – Cicogna, con la possibile deviazione verso Montuzzo, attraversa la parte di territorio dove si sono conservati meglio.
Il percorso
Si parte dal parcheggio accanto al cimitero e si imbocca la strada sterrata per Corte Merina. Dopo un centinaio di metri, sulla sinistra, un sentiero scende verso Cascè; lo si segue fino alla zona dell'eliporto. Da qui si può proseguire verso Montuzzo, un altro straordinario nucleo rurale oggi abbandonato, immerso nei boschi di castagno, con fitti terrazzamenti ed edifici caratteristici.
Tornati dalla deviazione per lo stesso sentiero, si risale all'eliporto e si prende la sterrata per Corte Merina. Si attraversano ancora boschi di castagno con fitti terrazzamenti e, poco prima del corte, sulla sinistra si incontra un'area di affioramenti rocciosi con i segni dell'estrazione delle pietre usate nei terrazzamenti e nelle costruzioni del posto. Raggiunto il corte, sede di un'azienda agricola con allevamento di capre e di un agriturismo, lo si oltrepassa salendo e si segue nel bosco il sentiero (strada vicinale di Puzzesc) in direzione di Cicogna. Il tratto da Corte Merina a Cicogna attraversa vari nuclei rurali sparsi nel bosco fittamente terrazzato e rientra in paese dalla parte alta (via Borgonuovo), fino alla piazza della chiesa e poi di nuovo al cimitero.
I terrazzamenti
I pendii terrazzati attorno a Cicogna sono coperti soprattutto da boschi di castagno, un tempo coltivato come albero da frutto. In questi boschi si vedono esemplari secolari e altri più giovani, che pian piano si stanno impossessando dei terrazzamenti: da alcuni decenni la coltivazione sistematica del castagno è finita e molti di questi spazi sono abbandonati. Alcuni però sono ancora usati come orto, prato o frutteto.
I terrazzamenti sono fittissimi presso Corte Cascè, a Montuzzo, nel tratto dall'eliporto a Corte Merina e lungo la strada vicinale di Puzzesc. Sono costruiti a secco con pietre del posto: poco lontano da Corte Merina c'è un affioramento con i segni dello spacco per ricavare piode e pietre da muro. Dopo una nevicata il paesaggio terrazzato si legge ancora meglio, in tutta la sua estensione e regolarità. Macro e micro terrazzamenti circondano il paese ovunque, non solo a monte dell'abitato ma anche a valle e sui versanti più ripidi: un'opera realizzata probabilmente da più generazioni, già documentata in carte antiche e nelle mappe del catasto teresiano (1722). (Testimonianza di Fabio Copiatti; foto di Carlo Zanetta.)
Punti di interesse
- 1 – Cappelletta d'la Crus. Appena imboccata la sterrata verso l'eliporto, superato il cimitero: un pilone con l'affresco della Madonna di Lourdes e una targa che ricorda la posa, a cura di don Antonio Fiora e di un "gruppetto di fedeli", nel 1967.
- 2 – Corte Cascè (688 m). Il corte ha molti edifici ancora in buono stato e frequentati, insieme ad altri abbandonati, con terrazzamenti e muri a secco; su uno dei muri c'è una lastra con cinque coppelle incise (3). Lungo il sentiero si vede anche una "pila", il caratteristico mortaio scavato nella pietra che serviva a sbucciare le castagne secche. Attorno al corte ci sono diversi castagni da frutto.
- 4 – Cappelletta d'la Cola. Lungo il sentiero per Montuzzo si incontra questo semplice pilone votivo, chiuso da una grata di legno, che custodisce una modesta croce lignea.
- 5 – Montuzzo (667 m). Era un paese abitato dalla primavera alla fine di dicembre da una quindicina di famiglie di Cossogno, che salivano con 2–3 mucche ciascuna e alcune greggi di capre (in piena estate si caricava l'alpe Ucciasca, 400 m più in alto). Con Pogallo era uno dei corti più grandi di quel villaggio. Fu abbandonato negli anni Cinquanta del Novecento. Tra le case in rovina, mirabili opere in pietra a secco, si conserva ancora una latrina dalla caratteristica pianta circolare. Poco dopo Montuzzo si vede l'edificio circolare di un torchio, il Torc del Runchett, dove si spremeva l'uva di tutte le famiglie dei corti vicini. Sulle pendici sopra il corte è imponente la serie di terrazzamenti, ora invasi dal bosco.
- 6 – Area di prelievo delle piode.
- 7 – Corte Merina (770 m). L'antico corte è curato e gestito come azienda agricola da una famiglia che da vent'anni alleva capre da latte. Produce formaggi freschi e stagionati, verdure dell'orto, uova, carni e insaccati di capra e di maiale, e offre ristoro agrituristico e soggiorno in baita o in "agricampeggio". Appena sopra si trova il nucleo rurale dell'alpe Merina (781 m).
- 8 – El Piasc (807 m). Nucleo rurale abbandonato, circondato da terrazzamenti e boschi di castagno da frutto.
- 9 – Fontana-abbeveratoio. Rientrando a Cicogna lungo via Borgonuovo si incontra una fontana-abbeveratoio, usata un tempo dagli alpigiani per abbeverare gli animali. Conserva la struttura originale: un'ampia vasca in pietra che raccoglie l'acqua che sgorga dal terreno, coperta da un tetto a spiovente in piode sorretto da una lunga trave di legno.
- 10 – Chiesa della Madonna di Caravaggio. Fu costruita alla fine del Seicento, quando con l'aumento della popolazione servì un edificio più ampio della semplice cappella che serviva gli abitanti di Cicogna, nato come insediamento temporaneo d'alpeggio. Fu terminata all'inizio del Settecento e divenne parrocchia nel 1768; il campanile fu aggiunto nel 1820 e nel 1831 la chiesa fu ampliata. Subì danni durante la Seconda guerra mondiale. Una leggenda lega la sua origine alla nascita del paese: alcuni abitanti dell'alpeggio di Montuzzo decisero di costruire e abitare un nuovo nucleo di baite dove oggi sorge Cicogna, ma non erano d'accordo sul nome da dargli. Fecero una scommessa: chi per primo avesse costruito una chiesa avrebbe scelto il nome. La prima chiesa fu quella del nuovo nucleo, che si chiamò quindi Cicogna.
- 11 – Centro visita del Parco. Il centro visita si trova sotto il parcheggio del paese e ospita una mostra a ingresso libero sulla Val Grande nei suoi aspetti naturalistici, storici e culturali, con esperienze interattive e immagini dei luoghi più spettacolari del parco. All'angolo informazioni si trovano i gadget e la carta ufficiale del parco.
Da gustare
- Formaggio caprino della Val Grande: Corte Merina, località Merina, frazione Cicogna (www.cortemerina.it).
Punti di ristoro
- 7 – Agriturismo Corte Merina, località Merina, frazione Cicogna – tel. +39 0323 1975164, +39 335 5947526 – info@cortemerina.it – www.cortemerina.it.
- 12 – Circolo ARCI Felice Cavallotti, piazza Mugnana, frazione Cicogna – tel. +39 366 3995052, +39 338 8826730 – federico.mazzoleni@gmail.com.
Attività sportive e ricreative
- Rete dei sentieri del Parco Val Grande.
- Traversata Cicogna – Finero.
- Sentiero Bove.
- Sentiero Chiovini.
Altri punti di interesse a Cicogna
- Centro visita del Parco Nazionale Val Grande.
- Sentieri natura del Parco Val Grande "La civiltà della fatica" (Cicogna – alpe Prà) e "Una storia d'acqua" (Cicogna – Pogallo).
- Masso coppellato all'alpe Prà.
- Alpeggio di Pogallo.
- Antica mulattiera "Sutermeister".
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Scheda aggiornata e foto: https://opentrek.it/escursioni/valgrande/versanti-di-cicogna
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